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vicky iovinella's avatar

credo che tu abbia più diritto, per vicinanza, interesse, visione, attaccamento, affetto di votare di tanti che questo paese lo abitano ma non lo vivono. contribuendo a renderlo poco vivibile.

Giovanna Errore's avatar

Grazie, Paola. Io la residenza adesso ce l'ho al nord, ma non posso fare a meno di pensare a quella volta in cui facevo un master a Roma nei weekend, e quindi vivevo in un convento di suore pochi giorni al mese e non potevo spostare la residenza, né tornare a casa per votare il lunedì perché le lezioni finivano la sera e per arrivare da Roma ad Agrigento ci vogliono 12 ore e io ho una disabilità non riconosciuta che non mi permette di fare 8 ore di lezione + 12 ore di autobus di seguito. O a quella volta in cui vivevo a Milano e non potevo spostare la residenza perché avevo un contratto di stage non retribuito di tre mesi e una sistemazione estremamente provvisoria. O a quella volta in cui vivevo in Veneto ma mi dovevo sposare in Sicilia e quando è stata annunciata la data delle elezioni era troppo tardi per cambiare un biglietto aereo che mi era già costato un'inifinità.

Non faccio a meno di pensare a tutte queste volte, tutte quelle volte in cui leggo il solito "Se vivono al nord, spostino la residenza al nord e vadano a votare!"

Alessandro Brancati's avatar

Il punto sul voto fuorisede è quello che smonta tutto il resto della narrazione. Cinque milioni di persone tagliate fuori non sono un dettaglio: sono un difetto strutturale che conviene a chi legge l'astensionismo come pigrizia. Finché il diritto di voto dipende dalla logistica e non dalla volontà, parlare di "colpa del Sud" è solo un modo comodo per non affrontare il problema vero.

Alice Orrù's avatar

Non dimenticherò mai la sudata che feci sotto un sole cocente, in mezzo alla campagna senese, per andare a votare quando ero studente fuorisede. Mi avevano detto che potevo iscrivermi come rappresentante di lista e pur di poter esercitare il mio diritto lo feci: mi assegnarono un paesino sperduto in cui non arrivava nemmeno il bus, ai tempi (era il 2005), ma che soddisfazione!

Poi: mi sono innamorata del lavoro di Stefano La Barbera: conoscevo solo il comitato "iovotofuorisede" ma non il lavoro di apertura dei dati che c'è dietro, grazie per averlo linkato!

E per il resto, che dire, sento fortissimo lo scoramento per questa visione del sud ancora così antimeridionalista. Dici bello quando scrivi che, pur essendo votante AIRE e cittadina europea, puoi spiegare te stessa solo passando dal sud: vale lo stesso per me con la Sardegna, che a volte non riesco nemmeno a collocare nel sud del discorso italiano, per quanto la si considera "altro ancora".

Chiara Skyworkers's avatar

Grazie per averne parlato, purtroppo in pochi lo fanno. Da napoletana che vive in provincia di Caserta, credo che mai come questa volta il mancato voto dei fuorisede abbia pesato moltissimo. Anche senza andare a recuperare i dati, tutti noi conosciamo qualcuno che non ha potuto votare perché non poteva permettersi lo spostamento. E no, chi ha un po’ di onestà intellettuale sa bene che il cambio di residenza non è per tutti un’opzione. Se proprio vogliamo trovare un cancro in questo paese (uno dei tanti), lo individuerei in chi ancora usa il sud come facile capro espiatorio dei propri problemi e delle proprie mancanze.

P.S. Anche nella mia zona ha stravinto il No. Credo che sia il luogo in cui c’è stato più divario assieme alla Sicilia. Questo vorrà dire pure qualcosa.

Paola Chiara Masuzzo's avatar

Concordo. però evitiamo di cercare un "cancro" a tutti i costi. grazie :)

Chiara Skyworkers's avatar

Hai ragione. Ho sbagliato a farmi coinvolgere nella stessa narrativa.

Epi's avatar

Grazie 🫂